Tamerindi e chantilly
Sulle labbra ho tenebre di verde
cuore, linfa fendente
bordi di ruggine e cicale
cantano nel ritmo del maestrale
che spira e ride di noi, estuari pronti a tacere
intenti a tracciare tagli e reticenze in diagonale,
la collina è ancora ferma, sconosciuta
suoni di ulivi, acqua d'altura a cascate su tende bianche,
e il silenzio negli occhi è clorofilla e assenzio, fermiamoci se vuoi ai tamerindi in fiore,
noi frutti, chantilly e unguenti sottili d'amore.
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Commenti (1)
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Patrizia Ensoli7 maggio 2017
Meravigliose metafore in simbiosi dell'anima e della vita, magica, incanta e fluttuante poesia! Un canto, in cui la fonte d'ispirazione è ricca del profondo significato della vita. Dimensione in cui le corde poetiche vibrano altissimamente!
