Passo stanco

Quel ritmo deciso nell'incedere
di una storia che prese il volo
negli anni del Duce e suoi accoliti,
ti forgiò la vanga ... la figura,
pronto e deciso vedesti il fronte
passar sopra il tuo rifugio di tufo.
Storia di un ieri dove menavi
operoso e generoso per la famiglia,
la fatica per te non era un optional
da mattina a sera hai macinato,
in quel tuo lavoro usurante
come condottiero sempre presente.
Ora dopo diciotto lustri
sei nella riserva... nelle retrovie
artista in pisolini prolungati,
il passo incerto con la mazza,
ti muovi stanco e con sofferenza,
sempre pronto alla battuta:
- Non è mia facile fare il vecchio!
Frase ricorrente che ci vendi
per farci capir la condizione,
o babbo tu hai scritto il tuo romanzo
meno d'intelletto e tanto di sudore,
ma sei sempre un enciclopedia
di sapere e di ricordi ben marcati.
La tua testimonianza e il tuo brio
sempre l'esponi all'occorrenza,
uomo d'indole comunicativa
la vita lottata per te era la norma,
una bella festa che iniziava all'alba
quando i primi albori prendevano la via.
Ora vai tranquillo con la mazzetta
e ruota le gambe con la cyclette,
ora sei in balia della calma
vai adagio ... non c'è fretta.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi8 maggio 2017
Versi bellissimi, come vorrei poter dire pure io a mio padre vai adagio non c'è fretta, purtroppo lui ha avuto la fretta di lasciarmi ma con dei ricordi vivi che sempre emergono, poi leggendo versi come questi l'emozione è pura.
