Vado e vago
Gesuino Curreli
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Vado, e vago, e non mi accorgo mai
che, passo passo, il mio trascorso insegue
l’ombra di me nel mio presente greve,
sciolta senza pretese in pochi guai.
Vado, e vago, e sento del trascorso
l’alito alle mie spalle, e dà calore
a questo maggio infido ed incolore,
senza meta, smarrito ogni percorso.
Tentoni, affondo nell’ inerte canto
la voglia spenta di ogni compagnia,
sento i sogni marcire, e l'agonia
dell’entusiasmo che mi induce al pianto.
Avrei da dirti alcune cose almeno
ma tu non mi rispondi, sei lontana;
non serve che ti aspetti alla fontana
in cui bevemmo il nostro dì sereno.
Da lì inseguimmo i giorni più frementi
densi di vita e fiamme, in comunione,
dividemmo anche il nulla e l’emozione
in fuggitivi incontri, noi, contenti.
Vado e vago, ma è altro il mio vagare
quando maggio mi porta i suoi lamenti,
e con la primavera attizza i venti
sui giorni che non posso più scordare.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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