Fammi dimenticare chi sono

Non ci fu nessuno
nei tocchi dietro la mia schiena.
Perché-allora- nacqui di albe e voci
strette nel petto?
Furono solo allucinazioni
tutti i piccoli segnali di luce.
Solo foschia nel buio,
solo le mie mani tinte della mia dolce follia,
solo un cerchio di foglie secche.
Oh queste mie labbra
che hanno un finale senza nome tra le rocce!
C'è la burrasca nei luoghi smarriti.
Tu che mi segui in questa mia morte,
ubriacami sotto forma di oblio senza farmi domande.
Almeno tu sai scorrere dentro i miei occhi?
Se riesci, cerca di fermarti dove c'è molto pianto
tra le ceneri della mia distruzione.
Non aspettarti che ti dica amore
perché non so più dirlo.
Ma fammi dimenticare chi sono
in questo deserto di macerie
dove mi hanno -sempre- schiaffeggiato il cuore.
©
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