L'ultimo dei pagliacci
Quanto vento può passare in una carezza?
E quanto può passarne in un sorriso
amaro
o in due corpi aderenti uno all'altro?
Quanto vento c'è nelle nostre sabbie?
E, ditemi dannati,
ditemi scordati, ritardati
e circensi, ditemi,
ditemi puttane dell'esistere,
quanta luce passa nel passato esploso alle spalle
sulla pelle?
Ditemi del vento o ditemi di sabbie,
ditemi di luce o ditemi "domani".
Mi dicano,
lor signori e signore,
mi raccontino di ieri
tamburellando con le dita,
mi raccontino di laghi esplosi come onde aeree,
mi dicano di come, cosa,
mi dicano del quando!
Mi dicano:
anche oggi è passato,
anche il lume s'è spento che dal primo giorno non saltava,
anche l'adesso sta morendo.
E la notte
e la masturbazione
ed un sorriso
come un nugolo d'ovini...
Che colore ha il vento che passa in una singola carezza?
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L'autore
Filippo Di Lella
Diplomato all'Istituto alberghiero A. Vespucci di Milano con voti appena sufficienti. Perché la poesia, perché la lirica o la letteratura? Libertà e il resto vola via.
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