Al di Là dello Specchio
Un labirinto, per raggiungere il piacere
gli occhi di un bambino sui quali affacciarmi,
dov’è la cappa grigia delle alte ciminiere?
E gli spettri pallidi con cui continuo a scontrarmi?
Vedo solo angeli, incedere in punta di piedi
su cristalli traslucidi, emettere note
vedo solo trecce auree, ornare sfere di diaspro
sfiorare con le dita nuvole nel cielo stellato.
Dove sono gli sputi e le offese,
il doppio gioco, la guerra
i soldatini di piombo
che cedono a terra?
Dove sono le donne, le lacrime,
i bambini mai nati?
Dove sono i potenti,
i troni insanguinati?
Sento solo frasi d’amore, di sola speranza,
sorrisi che sbocciano, la pia carità
bambini che danzano
in questa nuova realtà.
Sento solo le risa di corse sui prati,
vedo i due piatti della giustizia leggeri,
sciolti, che mai son piegati.
È un flash back. Poi il buio.
Il vuoto, il frastuono, il dirupo.
Negli occhi una luce intermittente,
noiosa,
è quella di un motel.
Ad un tratto è tutto è chiaro
era quella l’isola che non c’è.
©
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L'autore
Nicola Morandi
Nato a Trento il 13 febbraio di 27 anni fa, diploma artistico alle spalle e laurea in lettere moderne e filosia (tesi su Jack Kerouac) ancora da digerire, si innamora della poesia alle superiori quando, la prof. d'Italiano presenta alle sue orecchie ancora orfane di parole che sappiano descrivere il mondo intero il dec
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