Cinque sillabe

eleonora
chicco di grano che al sole s’indora
goccia di luna che la pelle mi fora
vortice di gora
nascere d'aurora
nome scagliato nell'aria
a fendere l'azzurro
come di nave la prora
o lieve sussurro
che scompiglia la notte
e le stelle agita in danza sonora:
pianeti s’avanzano a frotte
invano tentano la presa
le mie mani corrotte
eleonora
candore di braccia sottili
tremore di esili fili
che intrecciano l'aria
in fini sospiri
sfioramenti di mani gentili
in cui respirano sogni
come agnelli negli ovili
eleonora
colore di mora
occhi di nocciola
dove del giorno l'ora
estrema s'acquatta e ristora
tenue moto di brezza canora
che dai rami della sera affiora
malìa di note filate dalla notte
che si consuma e m'accalora
eleonora
fragranza che s'assapora
filo di labbra
dove il cuore s'addolora
parabola di spora
germogliante dalla terra
sentiero dove erra
promessa di primavera
confine dove il mare spera
di baciare la sua terra
e il mondo schiudersi a nuova era
eleonora
clamore di sorriso
di albe e soli intriso
il bianco unico, indiviso
che dalla bocca s'effonde
e ti conquista il viso
armonie squillanti
di denti e nevi sfioccanti
eleonora
mistero di parola
vento che s'alza e sfiora
fronti dove la luce cola
la mia voce smarrita, sola
tra cinque sillabe che ancora
s'urtano e mi battono in gola:
e- le- o- no- ra!
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