Calura
Gesuino Curreli
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La calura addormenta anche il brusio
nel meriggio bollente dell'estate,
tacciono le cicale, e le folate
muovono lievi un lento tramestio.
Bianco, il calcare domina e mi ascolta
come un padre che più non possa dare
all'inquieto figlio, e qualche volta
lo chiama in mezzo ai boschi per sognare.
Guardo alle vette e volo col pensiero
alla sfida maestosa sulle alture
di alate ed imprendibili creature
in spazi riservati allo sparviero.
Anniento ogni motivo di esistenza,
respiro appena e ascolto, poi domando
al monte che sovrasta il mio comando
che cosa mi conduca all’ indolenza.
Risponde con un soffio al nutrimento
che cerco per la voglia di sapere,
così mi dice “è l’ora di tacere
perché ogni cosa giunge al suo momento”
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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F
Franca Mugittu2 luglio 2017
Quasi una rappresentazione pittorica di certe calde giornate, versi piacevoli complimenti
