Sorridi, compagno di ventura!
Difficile crederci, ma temo
sia molto colpevolizzante
l'indifferenza a questo problema:
il falchetto caduto dal ramo
che ancor non spicca il volo.
Il padre rapace lo vede,
ma è l'unico a venirgli
in soccorso...
che fanno, gli altri membri
dello stormo? Vivono
invano nel disinteresse!
Vedo una poveretta
che mi tende la mano
avvizzita per l'elemosina,
e so di non poter
pagare la sua povertà;
ci vorrebbero occhiali
speciali per guardare
l'esercito di combattenti
che cercano dignità,
e ottengono lance spezzate
e furti di scudi ed elmi.
Non mi sento, però,
di abbandonar un amico
se aiuto reclama da me!
Sorridi, compagno di ventura,
perché sempre mi sarai caro!
Nella sfortuna più scura,
non annegheremo in due,
ma riaffioreremo in mille
per restituire il miglior senso
alle montagne scalate e
ai mari dove tuttora nuotiamo.
Anche con scarpe ferite
e aerei sprovvisti di eliche,
imprimeremo noi il dinamismo
alla vita che annaspa
e richiede a voce alta l'ossigeno;
e se chi ci detrae verrà
ad infastidirci sulla soglia,
gli eseguiremo la nostra canzone
che ribadirà una volta per tutte:
«Non aspettatevi che v'odiamo,
perché ben lungi e oltre
viaggia il volo che ci dà energia!».
©
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