Argento nelle vostre chiome
Papà e mamma non son vecchi,
anche se giovani non erano
quando io vidi per la prima volta;
li vedo inargentarsi giorno
per giorno, e ogni tanto un po'
mi si stringono cuore e animo...
O settimane, mesi e anni
che passate senza pietà!,
da spiagge d'infanzia
con ombrelloni al vento
a musiche odierne e recenti
che frullan sempre nell'udito,
non chiedetemi lo scotto
da pagare alla vostra fine!
Nessuno scotto pel trapasso
perché tempo non si perde
a sognare e realizzar i sogni,
dal sassolino che s'inerpica
faticando al monte nevoso
che svetta minacciando tutti;
non sarò mai alto così, io,
né eguaglierò i miei genitori
con quello che fecero per me,
ma un documento d'identità
non mi sento di lasciarlo
vuoto, bianco e insensato...
un nome di spicco ci vuole,
e presto dovrà darmi la mano.
Esser gentile e cordiale,
così mi disse il vecchio prete:
ora non esercita più,
ma la sua parola mi convince,
e un domani a voi la rivolgerò,
se di conforto abbisognerete.
Il caro cugino uomo di lettere,
gli educatori attenti e svelti,
i perfidi mai dimenticati...
debbo tener conto d'ognuno;
con un pizzico d'argento
nelle chiome, più rasserenato
guarderò alle vostre fatiche,
maturi giocatori di pallone.
Diverrò il figlio che volete,
sfuggente o determinato,
amato e sempre sgridato,
e mi vedrete accendere
in cortile, fra il grande abete
e il prato zeppo di fogliame,
il fuoco che scalderà me
con chi si vorrà riposare.
©
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