Peperone mon amour
Il polposo peperone
veniva spogliato della sua pelle ormai bruciata
rivelando un colore allegro
dall'aroma di giardino e buone mani
colorato dal sole
amato dal forno
adorato solstizio di un dio ormai mangiato;
e il basilico suo fratello
fatto a pezzi e gettato a verde pioggia
e l'aglio suo grande amico
anche lui squartato e vinto
cedevano entrambi alla primavera dell'oliva spremuta
mischiandosi con fragore alle carni
del grande imperatore dal profumo proprio
d'un giorno d'amore.
E così ebbe fine la dittatura dolce del più grande degli ortaggi,
senza pianti
senza santi
e il giorno conobbe ancora armonia,
il giorno si coprì di gloria
e regnò, ancora, sempre,
allegria.
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L'autore
Filippo Di Lella
Diplomato all'Istituto alberghiero A. Vespucci di Milano con voti appena sufficienti. Perché la poesia, perché la lirica o la letteratura? Libertà e il resto vola via.
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