Il muschio e i sassi
Muschio e sassi sulla via,
li noto mentre cammino
tormentato piano dalla nostalgia:
una goccia d'acqua nel lavandino,
un riflesso di luna sulla roccia
e il ricordo d'una mancata bisboccia.
Una buca scavata nella terra
in cui accumulare tesori
che non più la mano afferra,
sostituita dagli interi ardori
che bollono come in pentola,
sotto un forte soffio di ventola.
Il muschio lo vedo verde scuro,
i sassi dipinti di giallo oro;
butto un occhio al mio futuro
e un pochino m'addoloro,
pensando a come il passato
m'abbia più volte cambiato.
Domani come andrà?
Il giorno dopo come agirò?
Inutile chiedersi cosa sarà:
invano aspetterei un Godot
che non farà la sua comparsa
convertendo tutto in farsa!
Ma se un bel po' di muschio
attecchisce sui vecchi sassi
e io col mio piede lo raschio,
so dove indirizzare i passi
che menano sulla lunga salita
e a cui il mio cuore s'invita.
A Bismantova quella gita...
a Pontecchio quella camminata...
nei boschi di Parma le dita
allungai per una mala pedata
ad uno dei miei oppositori
che mi giudicavano da fuori.
Sognai poco fa la comunità
vedendola dalla cima d'un pendio,
e so che non ci vissi da marajà,
ma ancora un lento sciabordio
mi ci conduce talora la mente,
senza che lo riviva tristemente.
Uomini e ragazzi si confrontano,
cercando un terreno comune;
capita spesso che si scontrano...
ma se s'attraversano le crune
proiettando lo sguardo in avanti,
ad arrivare ci conteremo in tanti.
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