22 giugno 2009
Disturbo la noia ascosa delle cose,
che scosse le gambe,
ai nudi pensieri che vanno
e d'ogni riga
faccio tua
la dolce spiga,
arca di cose folte,
come animate a molte
tue abitate storie,
cose ferite, più spesso zuccherate.
Vanno le povere sere,
pure e raffreddate,
le tue preghiere forse
sono più fredde
la tarda notte, quando
nel buio si spalanca
la risacca di tua triste
spelonca, anima smorta
dentro la luce tronca.
©
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L'autore
Marco Viti Benocci
Mi chiamo Marco Viti, Benocci è il nome di Domenico, il mio nonno che viveva a Montorsaio, è giusto che porti anche il suo cognome, sono molto simile a lui. Mi occupo di musica, antropologia, filosofia, pedagogia, teologia e la poesia è la sintesi di tutte le analisi che svolgo, amo la natura e le antichità, per quest
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