Con la mia mano

Intreccio le reti dei miei naufragi
mentre ritorno nelle parole di vecchie strade.
E mi lascio fotografare il viso per non contrastare
la rivelazione finale della mia solitudine.
Io ho scelto di non avere volti nuovi.
Di rimanere distante dalle linee affollate di rumore.
Io ho scelto di non separarmi dalla vita
anche se l'aria tempestosa mi ha maltrattato.
Adesso, a faccia a faccia con gli astri rovinati,
innaffio mattini riguardando il cielo.
E la mia mano si riempie
di tutte le cose lasciate all'ombra
tra i sorrisi di mia nonna.
E una lacrima si confonde nel pensiero di essere tornata
consumata dal freddo,
con un lento respiro nell'invito delle scale, e
con un cimitero di cose scomparse.
Ma rivedo- ancora- la bambina tra le rose
ripetere a qualcuno che non sa:
prendimi per mano
asciugando questi fiori sperduti e bagnati di malinconia.
©
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