Stimmate
Elena Poldan
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Immersa
in abissi senza fondo
assaporo un dolore eterno
e mi perdo
senza ancore
affrancata da ogni legame
sprofondo dentro un vortice di tenebre
senza veli
senza mistero
nessuna maschera o bugia
nessun finto sorriso
o viso angelico a camuffare
il ruvido nemico
NIENTE
solo io
col mio abisso
senza croce
dove smarrito il senno
mi ritrovo diversa
uno scheletro di carta
battuto dal vento
della follia
e un fiore
sempre bianco
sulla tomba del mio rimpianto
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (1)
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Francesco Rossi8 agosto 2017
Un vero peccato per come chiude l'autrice, bisognerebbe non avere rimpianti e vivere con lo sprezzo del pericolo in una dimensione libera da vincoli a volte i legami si rendono necessari ma mai farsi vincolare per non rimpiangere.

