Il Sicario
Grida soffocate
da barbare mani
Selvaggi strumenti
di un demone
Seduta osservi
con occhi atroci
il tuo aguzzino
che non sa pregare
che non sa amare
L'ira s'impossessa
del suo viso
e il suo cuore
diventa sasso
Tu, inerme
non hai che unghia
per fermarlo
Non hai che unghia
per incastrarlo
Ecco
si avvicina
e sei sola
SOLA
e ti aggrappi alla vita
Ti ho vista morire
nei racconti della gente
Si spengono i riflettori
E tu Uomo,
Sicario
Pedina oscura
di un gioco più grande di te
Ora
stai dormendo? !
©
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Commenti (1)
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Rasimaco9 novembre 2007
versi che sono denuncia, emanano profondo disprezzo e danno umanità all'essere che subisce... amarezza e tristezza fanno da contorno a questa composizione molto bella e toccante
