La vecchia
Gesuino Curreli
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Siede la vecchia e sta, sopra la sedia,
in attesa di un colpo, di un rumore,
di un passo nelle scale, col sentore
dell'immobilità cui non rimedia.
Siede davanti ad un televisore,
e coglie l'ora della sua preghiera
quotidiana, e resiste, non dispera
che qualcuno la svegli dal torpore.
Snocciola i grani del rosario e implora
la fine di ogni male; la sua storia,
passata per i Pater, Ave e Gloria,
sa di fatica, ma non la addolora.
Volge lo sguardo e fissa l'officiante
dall'angolo in cui siede, poi distende
parole bisbigliate, e non si arrende
al vuoto che la stringe, dominante.
E dice del suo tempo: altre stagioni
vissute con tenacia nobilmente,
contro la povertà del poco e niente,
ricchi di quel nonnulla che appassioni.
E i giochi consumati amabilmente
nei vicoli, e per campi ad imparare
il mestiere del vivere e apprezzare
la gioia di un’età bella e lucente.
Siede rapita, e nella sua mezzora
si dà alla volontà di chi la tiene
in vita, testimone che appartiene
al tempo che noi tutti un po’ si ignora.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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