L'assurda ipotesi di una certa felicità

Quale verità non si contraddice,
dipingo ragnatele di ricordi, oscure memorie,
tutto s'impiglia, il volere o l'inevitabile,
forse erano storie, illusioni o apparizioni.
Navigando su memorabili tramonti estivi,
ampi spazi dove non era fratello il timore,
ascoltavo la voce nota guardando le mani
miriadi di segni rivelatori del mio fui.
Conoscevo, analizzavo i pensieri, le idee,
nel dipingere convinzioni senza false rese,
ora di te ho bisogno, di un credo da sposare,
in una simbiosi che non nasconde, ma accende.
Vedo un deserto impervio e ottuso,
io che stringevo il nero per una sommità,
è troppo forte il sole, ha cancellato tutto,
anche la visione intima o la privata fantasia.
È troppo forte il sole, ma lo sguardo tuo
mi protegge nella ritrovata consolazione,
mentre l'immagine riprende il suo colore naturale,
mentre cresce l'assurda ipotesi di una certa felicità.
©
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L'autore
Pagu
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
bellissima poesia... complimenti Paolo (daniela dessì)
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