Stanze
Elena Poldan
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oggi ho chiuso diverse stanze
rimaste aperte per caso
dove soffia un vento distratto
agitando divelte imposte
su dimenticate cianfrusaglie
oggi ho chiuso
quegli occhi grigi
che facevano capolino
in angoli bui
nostalgici d'un che di ormai morto
oggi ho chiuso
con chiavistelli d'acciaio
quella fonte di delirio
e malato ritorno
ho chiuso
volti occhi mani
che ancora m'avvinghiavano
con fare selvaggio
ma che di male e finto amore
eran cosparsi
oggi respiro albe nuove
e sapore di mare
avanzando diversa
spoglia di cortecce
che ostinatamente indossavo
nuda e leggera
di certezze nuove fiera
in bilico su una vita
che fino a ieri mi negavo
mi tuffo
divina
m'impregno di gioia
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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