Meriggio d' agosto
Gesuino Curreli
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E si fa avanti la malinconia
nella febbre d' agosto che non sbaglia
con la luce di scena, ed abbarbaglia
l'anima assorta da una melodia.
Nello studio la ventola che ronza,
ed un piano in combutta coi violini
danno stura ai ricordi; in mezzo ai pini
un'ombra esala e palpita già sbronza.
Immobile, la valle non respira,
bionda, fino a baciare la montagna,
oltre il torrente, ai piedi, in cui ristagna
lo sguardo mio che scruta e che l'ammira.
Oh silenzio, che innalzi queste note
al cielo, oltre le imposte sospettose,
fammi salire a vette luminose,
dove arrivano musiche devote.
Fammi sciogliere il pianto che non vuole
dare ragione agli intimi segreti
dei ricordi vissuti e mai corretti,
con l'amarezza che rinviene e duole.
Fai che le note nel gorgheggio andante
trascinino il mio spirito, e la voce,
ferma nel petto, trovi la sua foce
nel mare di una pace confortante.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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