Umori di pineta

Fusti protesi e genuflessi
in cornici incastonati,
arsi pini ... sentinelle marine
che riverenti in ogni stagione
baciati da Eolo e nubi passeggere.
Da l'occhio di sole prosciugati,
in afose stagioni visitati
da strane figure villeggianti,
che sugli arenili cuocenti
ricercano colore e nuovi sentimenti.
In disparte la marina invita
in quel brillar pulito e fresco
a bagni rigeneranti e sogno.
Mentre tu pineta ora solitaria
attendi paziente il tuo turno.
Io miro le chiome in danza
in quest'oasi di verde,
la solita cicala nel suo verso
e quest'aria profumata di mare
che invita a respiri profondi,
io già ti vedo o pino ricurvo
in stagioni piovose ... fra temporali.
Così piegato e così ricurvo
avrai i giorni contati,
finché la chioma ti farà da puntello
non ci sarà la resa, ma dopo
solo un sospiro di vento
ti spingerà a terra ... sdraiato.
Quando la terra fradicia più non terrà
di questo quadretto niente resterà:
solo un tronco addormentato,
pigne sparse a marcire sul suolo
e legna da ardere, in attesa
di qualche altro falò estivo
a riscaldar giovani avventure.
©
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