Il Cristo
Gesuino Curreli
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Sullo spiazzo c'é il Cristo che si piega,
ed offre il volto ai ceri sopra il suolo;
fui qui molti anni fa, non ero solo,
nella burrasca dentro cui si annega.
Era di questi tempi, lo rammento,
col sole che chinava all'orizzonte,
e baciava le guglie, in cima al monte,
con labbra stinte, dall'ardore spento.
Era un altro settembre e questo sole
riscaldava le vigne e i boschi ameni,
ma il cuore non aveva più parole
per invocare i giorni più sereni.
L'attesa irrevocabile e sicura
dell'ultimo baleno, e poi l'addio
sarebbe stato a breve, ma il suo Dio
non mi leniva il pianto e la paura.
Sale il brusio ed il fremito di festa
in quest' angolo dove ora mi fermo
a ricordare sopra il grande schermo
i venti che annunciarono tempesta.
E penso al breve spazio che ci resta
quando finisce il gioco, e la preghiera
é fioca come il giorno che si appresta
a rinnovare luci, ma è già sera.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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alias Marina Pacifici12 settembre 2017
Commuovono la pura bellezza ed il lirismo autentico e sincero di questa stupenda Poesia. Leggendola, ho ritrovato l'atmosfera spirituale ed arcaica di Canne al vento, nelle pagine in cui la Deledda descriveva il pellegrinaggio della gente del paese verso il santuario. Una lirica, scaturita dal talento innato dell'Autore, che vola somma e lascia nel lettore un'emozione, un ricordo, una nostalgia di un tempo andato, di un amore perduto.

