Allo sconosciuto dietro la porta

Lo sguardo acchiappa la luce
dal crocifisso appeso alle pareti scrostate.
Così se c'è buio mi sollevo in alto.
Ma quel senso di inquietudine rimane
quando il passo viene meno
e si ricopre di ruggine sul vecchio pavimento.
E mi accorgo di aver fatto degli errori:
ho permesso che l'egoismo delle creature ingannevoli
mi ingigantisse il freddo.
Così-ora- credo
che tutti si fingano la melodia dei miei occhi
per trovare lo spartito giusto che succhi il mio sangue
e servirmi una cena di schegge selvagge.
Non voglio che tu vada via,
ma ho tanta paura di non poter più trovare
quella forma della mia mente neanche nei tuoi occhi.
Ma tu non andare via...
resta con quella sensazione di casa
che bevo tra le tue righe.
©
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