Le stagioni
Un chicco di grano sono d’inverno
sa di terra e luna il mio silenzio
d’abbondanza minuta e misteriosa
palpita il mio lento divenire.
Abiterò nella penombra dei sogni
di fiumi di miele e pesci in volo
finché verrà il chiarore dell’azzurro
a destar dell’orso il ritmico russar.
Sarò il vento che porta le rondini
e le spighe mi accarezzeranno
sfiorerò fiere di farfalle in festa
meravigliandomi, di te Signore.
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Commenti (1)
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Nellabernardi12 novembre 2007
Trovo questo testo veramente impregnato di ”poesia”, l'anima dell'autore ci viene incontro con le sue bellezze infinite e le meraviglie dipinte negli occhi che vedono pur sempre il reale, il piccolo, l'inizio e la fine, il tutto spiegato in un linguaggio semplice adatto a non falsare la grandezza dell'anima, pur sempre dando il pieno significato
