Mi chiamasti tuo Romeo
La mia sposa, questa notte,
profumava di diamanti,
girasoli nella sua fronte
sovrapposti ad una musica dolce dal cuore dell’arena,
il suo abito di lenzuola colorava,
dolce lentezza del tramonto,
le case, i palazzi e le strade antiche
lastricate di materia eterna.
La mia sposa, questa notte,
era il sodalizio di un bacio che non si può scordare
sapendo trasformare la pioggia dei suoi occhi
nell’arcobaleno del suo sorriso.
E, a un tratto,
s’è fatta luce nel sonno d’un viaggio fuori porta.
©
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L'autore
Filippo Di Lella
Diplomato all'Istituto alberghiero A. Vespucci di Milano con voti appena sufficienti. Perché la poesia, perché la lirica o la letteratura? Libertà e il resto vola via.
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