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Tu che segugio segui
dell’oggi la scia,
stretto nella morsa
fra la pagnotta e l’ingiustizia
vorresti un riflesso di sole,
e non la burrasca irrequieta
che senza pudore
tutti ci inonda.
Vorresti sentir belle parole
di pace, di giubilo e d’amore,
vorresti sentir di rispetto
fraterno gesto che ammalia
e contamina senza rigetto,
vorresti veder trionfar l’unione
fra l’uomo zelante e la natura:
comunione che non lasci zavorra.
Invece dolente s’insinua
sempre la solita canea,
di assassinii senza ragione,
di guerre di terrore che bruciano
dignità e civiltà sovrana,
della paura del diverso
in diffidenza di colore
e annega in alto mare
l’ultimo spiraglio d’amore.
©
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