Mani che profumano d’amore
Mani che profumano d’amore,
o perlomeno non mi serbano livore:
così le interpreto, questa sera
che conclude una bella primavera.
Oggi è il mio compleanno,
e quanti ancora gli succederanno!
Lo festeggiamo insieme tu ed io,
frastornati da un grande acciottolio
che fanno i piatti nel ristorante
dove gustiamo pietanze, tante
e deliziose; ma non so ancora
come ti chiami, e perché allora
non ci conosciamo un po’ meglio?
Io non sono né leone né coniglio,
tu né tigre e nemmeno principessina,
ma entrambi una cert’aria sbarazzina
la possediamo, e ci dà carisma?
Forse, ma costituisce di noi un crisma
che cose in comune ci fa individuare,
così da potercele ben scambiare.
Che lavoro faceva tuo padre?
Perché non vado d’accordo con mia madre?
Ogni domanda è pur sempre lecita,
perché la curiosità tranquilla sollecita
e rende un uomo e una donna,
al di là di cravatta e minigonna,
simili che abbisognano di amicizia
in un pianeta che si nutre di mestizia.
Ma dimmi, prendesti la patente?
Io no, però non mi giudico perdente;
se fossimo in grado di far tutto,
di certo non ci pareremmo a lutto
e non avremmo bisogno della società,
ti pare? Mi disarma sempre la sincerità
quando ascolto l’altrui filosofia,
quindi mostrami pure tu la tua maestria!
Non di questo argomento vuoi parlare?
Nessun problema: si può rimediare!
Allora discorriamo della tua passione
per le barche, il mare e la navigazione,
dato che attraversasti il Mar Nero
in solitaria sentendoti come Calimero
senza l’uovo in testa, ma non disarmata
contro una tempesta di lì a poco scatenata.
Io ti narro di quanto scrivo racconti,
molti dei quali ancor non sono pronti,
e del mio hobby di disegnatore,
a cui affianco il mio sogno di scrittore.
Se vuoi, un disegno come regalo
di compleanno ti farò: un grande palo
della luce ammantato di neve chiara,
in un inverno senza la radice amara.
Se vorrai, l’amore lo potremo fare,
ma io non mi sento di obbligare
un’amica che non conosco bene,
ma di cui condivido ormai le pene
perché so che in passato soffristi,
e accumulasti parecchi giorni tristi;
ma se ti vuoi mettere a me di fianco,
il futuro ci sarà per sempre bianco.
©
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