Prigioni di carne

Il mio corpo non è il tuo.
Corpi cambiano, si trasformano in continuazione.
L’anima resta la stessa, ovunque, sempre.
Splendidi involucri con una storia
da raccontare.
La pelle è un vestito
di vento, pioggia e sole.
Il tuo corpo esplode in cerca del suo posto.
Cambia la forma. Resta il dolore.
E come una giornata strana. Si sposta dove vuole.
Sceglie il suo vestito. La sua luce migliore.
E se tutto ciò è sbagliato.
Se si nasce e non ci si ama.
Se la forma non è quella che si credeva fosse.
Prigioni di carne, confuse, schiacciate.
Tutto si trasforma. Prende la sua direzione.
L’anima rimane quella.
La sua vita non si cancella.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
G Mirra
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
