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Poesia 26 dicembre 2017 · lettura 1 min · 647 letture

Hikikomori

G Mirra 151 poesie pubblicate
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Fantasmi di cartone ridono con bocche di cianuro. Cielo plumbeo pesa grave sul respiro. Sguardi di cemento strappano lembi di carne dalle ossa. Ho chiuso la porta a chiave per non far entrare neanche l’aria. Legati i capelli con nastri di piombo. Posso correre ad occhi chiusi negli spazi del cosmo. La gente vuole uccidere, il mio piccolo cuore. Il mondo gira veloce tanto da far paura. Tra i muri della mia stanza batto forte i pugni. Prigioniero volontario della tristezza. Digrignano i denti neri il ferro, la ruggine. Paura di uscire, al di la di quella porta. Nell’utero della solitudine tengo stretta la mia anima. Chiusa nel suo ventre, nessuno potrà farmi del male. Mi prenderei cura dei ventagli del silenzio . Al di la dei muri c’è fame di morte e di dolore.
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Poesia dedicata a tutte le persone che per le cattiverie del bullismo, decidono di chiudersi in casa e non uscire mai più da quelle mura. Hikikomori è la definizione data a queste persone e a questo fenomeno che sembra abbia origine in Giappone ma che secondo me c’è sempre stato ovunque dove ci sia bullismo e cattiverie sociali.

L'autore
G Mirra
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