30 dicembre 2017, ricordi
Ricordo le vigne ombrose
quando da bimbo nelle estati giocose
andavo a coglier l’uva la mattina
tanto ghiotta e bagnata di brina.
Ricordo il cristallo dei gigli
dai fiorenti petali vermigli,
un dolce bianco incanto che brillava nei fossi
e stavano accanto ai papaveri rossi.
Ora si stringe il mio cuore ormai nero
in questa città che è un cimitero,
non ce ne siamo ancora accorti,
ma in mezzo a ‘sti rumori siamo morti.
Morti sono i ricordi tra i mali
degli schiattosi centri commerciali,
dove siam diventati da figli di contadini
figli del mercato inconscapevoli e cugini.
Chini di fronte alla rivoluzione
del commercio, la globalizzazione,
siamo alla quarta rivoluzione industriale
che ha distrutto la vita sulla terra
e in un’invisibile guerra
siam diventati oggetto commerciale
sotto questo governo letale
figli del male globale.
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L'autore
Marco Viti Benocci
Mi chiamo Marco Viti, Benocci è il nome di Domenico, il mio nonno che viveva a Montorsaio, è giusto che porti anche il suo cognome, sono molto simile a lui. Mi occupo di musica, antropologia, filosofia, pedagogia, teologia e la poesia è la sintesi di tutte le analisi che svolgo, amo la natura e le antichità, per quest
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