L’alba del fuori tempo

La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Una grande prova complimenti! (Antonella G)
Un grande lavoro Pagu... non ti smentisci mai (Sara Acireale)
complimenti Pagu, bravo bravo eccellente lavoro. (emiliapoesie39)
dire è dire poco, magnifica!!! (Paola Riccio)
E’ splendida Paolo, splendida! (Patrizia Ensoli)
Piaciuta molto. Un abbraccio (Rosanna Peruzzi)
incidere... vivere... (Rita Stanzione)
Opera gradita moltissimo ed assai piaciuta! (Galante Arcangelo)
Commenti (6)
La nota dell’autore ci dice: "non siamo figli della solitudine." Ed è vero, ma se ci soffermiamo un poco ad osservare noi stessi e gli altri, ci accorgiamo che pur in mezzo agli altri siamo sempre tremendamente soli! L’importante è non fare della solitudine una compagna inquieta ma una compagna d’esperienze per comprendere il senso della vita terrena.
A volte è così che ci sente: fuori tempo. Sembra un’alba come quella del passato, sembra avere la stessa luminosità ma è fuori tempo, non si riesce più ad avere lo stesso ritmo. È come una danza di cui si sono perduti i passi. Leggo un velo di tristezza tra le righe, come di qualcosa di incompiuto ma bisogna arrendersi alla Dea Vita, come si esprime il Poeta e noi... non siamo figli della solitudine. Forse (se vogliamo con tutta l’anima aggiustare il passo) si può riuscire ad avere un’altra alba che non sia fuori tempo.
Il testo ripercorre con grande intuizione il sentire se stessi, attimo in solitudine attraverso gli altri. Versi introspettivi come sempre votati a scavare dentro per dare significato alla vita, alla memoria delle cose, ai sogni.
Non siamo figli della solitudine... No... Viviamo tutti le stesse albe e gli stessi tramonti, in modo diverso, ognuno con i propri sogni, ricordi, momenti... L’importante è arrendersi alla Dea vita e onorarla come più merita... Continuare a coltivare quei rami di speranza nel cuore fino a farli diventare alberi che accarezzano quel cielo che a tutti e a nessuno appartiene.
non importa se siamo in compagnia siamo pur sempre soli il poeta dice figli della solirudine bella la lirica nitensa e significativa la nota ...a volte la solitidine può insegnarci ciò che non capiamo ...bella sentita
Un’anacronistica introspezione dell’alba, immersa in un paesaggio quasi surreale, dove il silenzio primeggia su ogni cosa e consente all’autrice di ascoltare attentamente le proprie impressioni, che si coniugano a speranze nuove, per un futuro luminoso, ove, finalmente, si cammina con passo sicuro, lontani dalle ombre scure della notte. Una celeste visione metaforica, ben espressa poeticamente in una lettura davvero piacevole. Bellissima poesia, dall’incipit sino alla chiusa!






