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Introspezione 9 gennaio 2018 · lettura 1 min · 3935 letture

L’alba del fuori tempo

Pagu 229 poesie pubblicate
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Di quale emozione sei figlio, mentre tutto cade e si disintegra, dentro un’alba piatta del fuori tempo. Ogni giorno controllo le mie speranze, le allevo come figli o come destinazioni, anime dello stesso sangue, distinti e uniti. Ripasso le tue parole, incido gli attimi, i ricordi, sulle pietre del servo qualunquismo, fossero salvezza, ma non so tradire la Dea vita, a lei io mi arrendo. Mi volto e guardo i mille tramonti ladri di sguardi, dove ho appoggiato la stanchezza, l’ansia e i sogni, sono tutti interi, lucidi e compatti, ma non sono soli, in compagnia dei tuoi che tanto ammiro e amo, mentre il resto muta, si stravolge e cambia ancora, dentro l’alba sempre piatta del fuori tempo.
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In compagnia dei nostri sogni, lontani o vicini, poco importa, non siamo figli della solitudine. Pagu Cambia la vita in mezzo a un mondo uguale a se stesso. Pagu

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Le sensazioni lasciate dai lettori.

Molto condivisa, anche la nota! Bravo!!! (Lara)

Una grande prova complimenti! (Antonella G)

Un grande lavoro Pagu... non ti smentisci mai (Sara Acireale)

complimenti Pagu, bravo bravo eccellente lavoro. (emiliapoesie39)

dire è dire poco, magnifica!!! (Paola Riccio)

E’ splendida Paolo, splendida! (Patrizia Ensoli)

Piaciuta molto. Un abbraccio (Rosanna Peruzzi)

incidere... vivere... (Rita Stanzione)
Opera gradita moltissimo ed assai piaciuta! (Galante Arcangelo)

Commenti (6)

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Maria Luisa Bandiera9 gennaio 2018

La nota dell’autore ci dice: "non siamo figli della solitudine." Ed è vero, ma se ci soffermiamo un poco ad osservare noi stessi e gli altri, ci accorgiamo che pur in mezzo agli altri siamo sempre tremendamente soli! L’importante è non fare della solitudine una compagna inquieta ma una compagna d’esperienze per comprendere il senso della vita terrena.

Sara Acireale9 gennaio 2018

A volte è così che ci sente: fuori tempo. Sembra un’alba come quella del passato, sembra avere la stessa luminosità ma è fuori tempo, non si riesce più ad avere lo stesso ritmo. È come una danza di cui si sono perduti i passi. Leggo un velo di tristezza tra le righe, come di qualcosa di incompiuto ma bisogna arrendersi alla Dea Vita, come si esprime il Poeta e noi... non siamo figli della solitudine. Forse (se vogliamo con tutta l’anima aggiustare il passo) si può riuscire ad avere un’altra alba che non sia fuori tempo.

Eolo9 gennaio 2018

Il testo ripercorre con grande intuizione il sentire se stessi, attimo in solitudine attraverso gli altri. Versi introspettivi come sempre votati a scavare dentro per dare significato alla vita, alla memoria delle cose, ai sogni.

Rosanna Peruzzi9 gennaio 2018

Non siamo figli della solitudine... No... Viviamo tutti le stesse albe e gli stessi tramonti, in modo diverso, ognuno con i propri sogni, ricordi, momenti... L’importante è arrendersi alla Dea vita e onorarla come più merita... Continuare a coltivare quei rami di speranza nel cuore fino a farli diventare alberi che accarezzano quel cielo che a tutti e a nessuno appartiene.

carla composto10 gennaio 2018

non importa se siamo in compagnia siamo pur sempre soli il poeta dice figli della solirudine bella la lirica nitensa e significativa la nota ...a volte la solitidine può insegnarci ciò che non capiamo ...bella sentita

Galante Arcangelo27 febbraio 2018

Un’anacronistica introspezione dell’alba, immersa in un paesaggio quasi surreale, dove il silenzio primeggia su ogni cosa e consente all’autrice di ascoltare attentamente le proprie impressioni, che si coniugano a speranze nuove, per un futuro luminoso, ove, finalmente, si cammina con passo sicuro, lontani dalle ombre scure della notte. Una celeste visione metaforica, ben espressa poeticamente in una lettura davvero piacevole. Bellissima poesia, dall’incipit sino alla chiusa!