Voce notturna

Quando non sto in piedi sulla terra,
mi chiama una certa voce notturna.
Ondula nelle preghiere d’acqua azzurra.
Dietro la schiena s’apre il tempo e
le gambe si incollano sul terrazzo dei sogni silenziosi.
Si accumulano tutti i voli dipinti
nel ventre della luna, mentre quell’ora felice
si congiunge- splendente- sul mare e
mi lascia negli occhi un pensiero srotolato nel vento.
Tace la malinconia quando l’assenza si fa distante
e tu mi parli nella notte che bacia il cuore.
I monti diventano carezze giganti
e le lacrime confuse sulla costa
cessano il naufragio.
Per una notte ancora riesco a far entrare il tuo volto:
schiuma dolce nell’onda che m’accuccio nel petto
prima che all’alba svanisca nell’altitudine dell’oblio.
“Bevvi tanta terra dalle mani
per sillabare il tuo nome,
ma fosti solo l’ombra del vuoto
dolce e così perdutamente mia
nel segreto della voce notturna.”
©
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