Uno scialle di rose per mia madre

Un granello di polvere pieno di silenzi,
riflesso nello specchio
attaccato al muro.
Come la goccia d’acqua
gravida della sostanza della vita,
va incontro
ai tramonti di rosmarino.
Li dove riposano i miei Avi
tra le viole e le rose
ed i meriggi di luglio.
Di vite e pampini il letto, all’ombra.
Se avessi la pazienza dei grilli,
l’inconsistenza eterea di una falena,
mi avvolgerei nel giallo e nel grigio dei licheni
come fossero una coperta di lana.
La mani pallide di mia madre.
I suoi capelli bianchi.
L’odore di casa mia
nella sua voce.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
G Mirra
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
