La vera faccia della gente

Vile veleno che strisci di soppiatto.
Vile anima deturpata dall’odio.
E’ l’invidia che sibila e sputa.
E’ la rabbia che ruggisce
anche quando sembra muta.
Dietro sguardi dolci e parole di miele.
Dentro abbracci finti e rose immacolate.
Volgare fiato soffiato da bocche imputridite
dal disprezzo e dalla malevolenza.
L’infida e malsana curiosità
di bozzolo malvagio e candida apparenza.
S’accoppiano, scoppiano, si riproducono, si uccidono.
Pagliacci senza dignità.
Con l’inferno nel cuore
parlano di falsi paradisi ed angeli con le ali.
Acredine, astio, rancore, bollono e ribollono
giorno e notte.
E’ questa la bellezza
decantata dai poeti e dagli umanisti?
E’ questa l’umanità di un Dio fantoccio?
Pusillanime plebaglia
affamata di morte e dolore.
Che di torture psicologiche vive
per appagare la mai sazia cattiveria.
La gente, di generazioni in generazioni
come sabbia marcia dentro clessidra infetta
scorre su e giù
senza sosta.
©
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L'autore
G Mirra
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