Di volta in volta

Pelle di serpente, la mia.
Cambia colore ed espressione,
forma e dimensione.
Carne d’argilla di Poesia
di vento e tramonti, albe ed orizzonti.
Canto l’Amore con in mano la Morte.
Scrivo del dolore e negli occhi
i vetri rotti della sorte.
Come una scala che scende negli abissi più profondi
e sale, sale, fin sui cieli irraggiungibili.
Un Poeta, Cantore, Menestrello, Pittore.
Ossa di legno, ho io.
Son faggio e fiori d’arancio,
pietra di cristallo
ed oceano arrabbiato.
Ho nel cuore la sabbia
di un mondo impastato
con cemento e sangue,
parole e fiato.
©
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L'autore
G Mirra
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