Esistenze Surreali

Suoni, strade, bagliori.
Minuscole le vie
che conducono fuori,
fuori dagli incastri esistenziali.
Controsenso mi avventuro
e il mio vagare
insospettisce tribune di passanti,
che, informi, si lasciano celebrare
in rime sostenute e roboanti.
Non seguo i messaggi elettorali
e nemmeno i video sovraesposti,
ma siedo con calma plateale
fra platani sinuosi e stracci rossi.
Comincio lentamente
a sorvolare
fra gli astanti fermi e i loro motti
e rubo con destrezza elementare
i sogni di quegli specchi tutti rotti.
Finora vi son piaciuti i lidi,
sinistri e a dir poco appariscenti,
e il navigare in spazi così angusti
sotto sguardi
compiaciuti e compiacenti?
Non vivete con quiete assodata
questo frigido rammarico intellettuale,
potreste ritrovarvi impreparati
al primo dei naufragi
ed affogare.
Munitevi di guanti e paraffina
e salutate chi questo viaggio con voi
non lo vuol fare,
ma aspettatevi pure domattina
i rischi e le lucide lampare.
©
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L'autore
Monica Messa
Mi abbandono con piacere alle lunghe ombre che mi oscurano il volto, blu come il cobalto, fredde come il granito. Che cosa mi resta da scrivere ormai? La mia piccola dose d'inconsolata fantasia che freme per essere imprigionata su un foglio bianco. A volte, nel farlo, mi sento una ridicola fattucchiera, tutt
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