Circe

Il Silenzio insegna a tacere.
Come le bianche ninfee
che crescono sul mio corpo.
Delle mute parole dei loro petali
ho coperto le pagine della mia vita...
Incantesimi e lacrime di luna.
Delle perle degli oceani
non ho avuto più sentore.
E le rose, le rose trasformate in rime
ne dimenticai il mistero.
Dei baci lasciati andare verso il mare
ho raccolto profonde ferite.
Nasce sempre il sole
anche nei giorni di tristezza.
Splende in quel manto azzurro
che tanto m’inganna.
Ruba la luce alle stelle
facendole sparire.
Della mia anima smarrita...
che ne sarà di lei, di me?
Incantato dalle notti d’argento.
Senza via d’uscita
son caduto in errore.
Calpestato dall’umana mestizia,
ho dato tutto me stesso.
E come un’isola
che l’oceano circonda,
avviluppata in gorghi e brusche correnti.
Respinta dalle maree.
Inghiottita dai tormenti.
Sono cenere che vive,
e carne legata alle ossa.
Rivoltato dai grandi flutti
e dalle piccole vittorie
dei perdenti...
©
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L'autore
G Mirra
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