Tra la luce delle viole

A volte ti chiedo, oh vita,
se nascere e morire ha un senso.
Se prendere o lasciare
è lo stesso.
Se il cuore batte da solo
e non c’è verso.
Se Amare potesse essere
per sempre,
al di là del tempo.
E camminare tra le viole
con piedi di farfalla
e parole di silenzio.
La testa appoggiata sulle ginocchia
ad ascoltare la mia solitudine
mentre beve le lacrime
che cadono
come pioggia di primavera.
Immerso nel perimetro segreto dei pensieri,
che urlano più del vento
nelle valli dove gli alberi parlano alla luna
per non sentire il dolore
dell’universo.
Nei miei inverni bui e nascosti
con il fiato dei giardini abbandonati
sulle spalle dei giorni brulli
come rami che han perso
le foglie.
Nell’angolo di un diario dalle pagine
di legno
dove le mani delle ore
tessono trapunte
ricamate con fili d’erba
Io... ti amerò per sempre,
mio dolce Amore.
©
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L'autore
G Mirra
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