Siamo un nascere continuo
Sei una chiara fonte di brina,
sei un’aiuola mattutina,
poeta, una chiara erba
tra le braccia romite del prato
e tra i rivoli d’ambra acerba
sei, nel sole ridente che nasce,
che cade nel buio e rinasce,
tra i rivoli viola, tornato.
Ma è un abisso il giorno, é malvagio,
anche se è bello il suo nascere adagio
e vago, di lama sottile,
nel suo ostile chiarore è tornato,
ma tu non puoi morire,
sei un poeta, un uomo ostinato
e non puoi morire di bile,
vinci con forza il vivere vile,
di chi s’arrende al fare servile
e accetta nel chiaro d’un prato
di essere sempre crollato
per avere troppo pensato,
ma di avere poi meditato
nel comporre in un gesto rosato,
un bel ricordo svelato
degli scritti di pace che fai.
Per sempre, poeta, sarai
involato nel sogno e andrai
in un fare dell’oltre, nato,
caduto e poi sempre rinato.
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L'autore
Marco Viti Benocci
Mi chiamo Marco Viti, Benocci è il nome di Domenico, il mio nonno che viveva a Montorsaio, è giusto che porti anche il suo cognome, sono molto simile a lui. Mi occupo di musica, antropologia, filosofia, pedagogia, teologia e la poesia è la sintesi di tutte le analisi che svolgo, amo la natura e le antichità, per quest
Commenti (1)
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Francesco Rossi4 marzo 2018
Mi piace come l’autore si rapporta con la poetica, esso si confronta e trova le giuste peculiarità per esprimersi in un linguaggio poetico che io gradisco assai, considero questa poesia la sublimazione dell’atto dovuto e ne prendo atto leggendo e rileggendo la composizione poetica.
