Il Sapore dell’Assenzio

Versami due gocce d’oblio,
tu che siedi sulla mia spalla sinistra.
Mentre reggi la stella della sera
come un diamante nella notte.
Ho ascoltato a lungo
il lento e straziante gocciolio
della delusione.
Affamato, mi sono nutrito
del tradimento di tutti coloro
che ho amato.
Bisogna contare solo su se stessi
scivolando nel verde metallico degli occhi di un gatto
che guarda da lontano
il suo destino.
Due sole gocce sulla lingua,
bruciano la mente, tutta sola
mentre va gattoni
sulla linea bruciata
degli Ultraviventi.
Sollevando con le proprie mani
il sudario che copre le nostre ferite
rimaste ancora aperte
e mai rimarginate.
E sarà proprio dietro quella porta,
che troveremo le risposte che cercavamo.
Nel confine, zona limite, baluardo.
In quel cimitero dei desideri d’angelo caduto
dove abbiamo sepolto la nostra innocenza.
Due sole gocce.
Come un rigagnolo illuso di essere un fiume,
tra mari mai fermi
ed un veleno che scorre in gola,
a sorsi lenti.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
G Mirra
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
