E se cado nel cielo delle notti d’agosto
Mi hai chiamata per nome
mi hai inventata
nei tuoi occhi forse vedo l’alba
all’improvviso rabbuiata
come se fosse inverno in piena estate
come se il cielo avesse perso le parole- come me-
ma tu mi hai chiamata per nome
e mi hai inventata, rimagliata
con nuove coordinate sulla carta nautica
a sollevarmi da latitudini, un punto
intersecato esattamente nel tuo infinito
lì sotto di me i coralli sfiorano la gola
e mi nasce una sete di te improvvisa
le note fiorite, rocce pronte a scansarsi
la trasformazione è avvenuta
siamo l’isola delle comete
e se cado nel cielo delle notti d’agosto
nell’infinito delle tue braccia m’infrango.
©
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