Bastet

Ti chiedo di starmi lontano.
Ti chiedo di amarmi
come il fuoco vivo.
La rabbia di un’aquila
che vuole rubare il sole dal cielo.
L’oceano va su e giù
oltre la linea della tua mano.
Non credere alle mie parole.
Non guardare il deserto che muore.
Ho voltato troppe volte le spalle a me stesso.
Come una madre ed un padre che stringe i suoi figli
per proteggerli.
Il cielo si distende al di là dell’infinito,
dell’eternità, di ogni desiderio.
Odiami, amami, disprezza la mia anima.
Uccidi il sorriso che esplode sul mio viso.
Non potrai strapparmi il cuore.
portandolo via da me.
Camminerò da solo nella notte
e non avrò paura.
Salterò nel buio come ho sempre fatto
danzando su una gamba sola.
Niente graffierà come le unghie
delle mie mani.
La guerra mi è padrona.
L’Amore tiene il suo arco teso.
Raccolgo la magia che vive dentro ogni cosa.
L’universo mentre trema nelle vibrisse
del mio manto, legate al ritmo continuo
del mio naso.
E mi disseterò delle vendette
che prenderanno forma in ogni istante.
Nutrirò la mia curiosità
con i segreti che nascondi
gelosamente.
Davanti al continuo trasformarsi
dell’universo e del tempo...
l’Amore piega la morte
nel suo sguardo audace, spietato
attento.
©
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L'autore
G Mirra
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