Falling down

Arriva la pioggia, anche dopo il sole.
Lenta e costante dall’inizio alla fine.
Sento il mio cuore affondare in un pantano immane.
Qualcuno ha spento la luce delle stelle,
questa notte.
Potrei immaginare di saltare da un punto all’altro
ma mi sento scivolare giù,
sempre più in basso.
Senza velocità apparente.
Le mani afferrano il vuoto.
I piedi sembrano camminare sul niente.
Non c’è la luna con il suo Pierròt
a tenermi tra le sue braccia.
Nessuna altalena attaccata al cielo.
Gli orecchi sono sordi alle mie parole
che escono come gemiti soffocati dal silenzio.
Ho sognato di volare
tutte le volte che mi guardavi negli occhi.
Danzavo in punta di piedi
nei tuoi giorni d’acquerello.
Non mi è più rimasto niente, davanti a me, adesso.
Te ne sei andato via, lasciandomi da solo.
Ho solo le lacrime a farmi compagnia.
Vecchie poesie d’amore che ho scritto per te,
mi strappano l’anima,
pezzo dopo pezzo.
Sbocciano da sole le rose sui davanzali.
Dopo ogni notte, arriva sempre il giorno.
Per me il tempo si fermerà qui.
La mia forma diventa buio e forse con esso
si placherà anche il dolore.
Mi sembra di raggiungere il fondo
dove fondo non c’è.
Si sono chiuse le porte del paradiso,
appena la tua mano ha lasciato la mia.
E’ stato come se tutto il mio mondo
fosse crollato all’improvviso.
Le tende del nostro amore
si son tirate da sole
mentre cado, cado giù.
©
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L'autore
G Mirra
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