Mughetti

Non aspetto mai la primavera.
Arriva da sola, senza il mio consenso.
Apre le finestre ed il sole
entra senza bussare.
Spuntano tra due foglie
campanelle bianche.
Il profumo mi porta via
come un ricordo lontano.
Così lontano che sembra venuto
dall’ombra della morte.
Fragili come sono fragili tutte le cose belle
e come sempre, finiscono troppo presto.
Postille di eleganza in un mondo violento.
I miei giardini sono nella fantasia.
Anche un postribolo diventa un castello di sete e velluti.
Tu cosa ne sai della poesia?
Non conosci il dolore
per parlarne e scriverne tanto da toccarlo.
Non conosci il vero amore
ma solo la sua superficie.
Le mie cartoline senza francobollo.
I miei diari gettati via.
Ho distrutto tutto quello che mi legava
al mio passato.
Passerà anche la primavera
e poi il maledetto estate.
Passerà anche l’autunno
ed il suo fottuto
chiaroscuro.
Ma all’improvviso
arriverà sempre l’odore dei mughetti
ed aprirò gli occhi...
sarà ancora primavera.
Ancora lei vestita di bianco,
tra due foglie.
©
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L'autore
G Mirra
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