Un umile, caravaggioso amore, 20 marso 2018
C’è lei che ha la sabbia nel cuore,
e una pioggia le sfiora i capelli,
di rose rosse, un candore
di giovani sogni novelli.
Lei articola dolci parole,
la sua pelle è un gattonare,
coperta da fulgide stole
e ha un modo arduo d’amare,
il suo fare riscalda l’inverno
e ha il coraggio di fare ogni cosa,
da un agire figliastro e materno
a un agire d’amante, è una rosa
lei, sempre e canta il suo marzo,
il suo breve emisfero di sposa,
si collega al sogno il suo sfarzo,
in un fare fulgido, a iosa.
L’ho vista e perduta sempre,
almeno per cento volte,
ma conosco le sue buone tempre
e mai non l’ho dissolte.
Son cuore di Caravaggio,
ma bene conosco il suo amare,
e sempre ogni volta ho il coraggio
d’accender la luce e andare.
A lei quella pioggia la rende
umile a letto, di ammende,
e può cambiare ogni cosa,
e pormi nel cuore una rosa,
ma penso che noi dovevamo
parlare e mai non abbiamo
rimuginato e su aridi letti
ci buttavamo, abbietti
e stanchi caravaggetti.
La coperta delle parole
sembrava poco sincera,
era una grande distanza,
più de la notte più nera,
ma ora non è più oscura
parola, questa paura,
l’inverno di inconsolabili
sconfitte ci rende umili
figli d’una adozione
nel coraggio, d’una canzone
che sa di rivoluzione.
In queste parole di labbra
arricciate nel sole e ribelli
rosse, come le foglie
bagnate nella mattina,
quest’espressione che irrora
e sconfigge l’inverno è
oggi per noi più vicina.
©
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L'autore
Marco Viti Benocci
Mi chiamo Marco Viti, Benocci è il nome di Domenico, il mio nonno che viveva a Montorsaio, è giusto che porti anche il suo cognome, sono molto simile a lui. Mi occupo di musica, antropologia, filosofia, pedagogia, teologia e la poesia è la sintesi di tutte le analisi che svolgo, amo la natura e le antichità, per quest
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Si può amare ma essere più sintetici. (Francesco Rossi)
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