Gente di paese

Piccoli inferni senza fondo.
Cieli dipinti di turchese e falsa pirite.
Tende accostate, tra merletti e maldicenze.
Occhi ed orecchie come invisibili serpenti.
Fiumi di odio intorno alle parrocchie.
Dai primi scranni agli ultimi
la malevolenza camuffata di gentilezza.
Immoralità e follia ai limiti dell’indecenza.
Quei piccoli inferni pieni d’anime maligne.
E si portano avanti faide antiche.
Di generazioni in generazioni il disprezzo e l’arroganza.
Come vermi striscianti dietro le Sante Processioni,
tra una preghiera e l’altra, il fetore delle maledizioni.
Quanti volti ha l’invidia e quanti ne ha l’egoismo.
La vergogna s’attacca ai muri
salendo pulpiti sempre più alti.
La notte copre a tratti, quei maledetti cuori sporchi.
Il giorno li riattizza,
falsi e avvelenati.
©
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L'autore
G Mirra
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