Notturno

Cade la pioggia sul mare
mentre le montagne rimbombano
del silenzio dei boschi.
I laghi riecheggiano
la malinconia delle tante solitudini.
Di notte, i pensieri scavano nel buio,
con mani d’onice.
Ho fabbricato cornici di ciliegio
e intarsiato lastre d’acacie,
provando a perdermi tra i racemi immaginari
dai fiori giallo limone.
E cade tamburellante
sulle mani avvizzite di vecchie statue
dallo sguardo assente
per il dolore di non essere più vive.
A volte mi chiedo a cosa serva
tutto questo fluire ininterrotto,
cadenzato dai battiti del cuore.
Dove porteranno i miei piedi e le mie mani
fino alla fine dei miei giorni?
Ed osservo il lento muoversi del mio viso
riflesso nello specchio.
Al di là di qualsiasi vanità,
ne vedo il suo declino
quasi non fossi più io.
©
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L'autore
G Mirra
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