Passo dopo passo

Passo dopo passo,
solo uno strato di gomma
separa i miei piedi dalla strada.
Sento
un contatto
primordiale e antico.
Passo dopo passo
alla terra io mi ricongiungo
e ritorno in me,
mi afferro
- volatile e leggera -
come l’aria fresca che spingo
giù, in fondo ai miei polmoni.
Ritorno all’essenziale.
Il mio sguardo affamato e ingordo
è finalmente libero di vagare
ed io mi aggrappo
alla fatica nelle mie gambe,
ai muscoli che scaricano
forza ad ogni mio passo,
al sangue sospinto verso il cuore.
Forza, fatica e spinta,
stabili e reali,
su di loro posso contare,
mentre
i mei piedi calcano la terra.
©
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L'autore
Monica Messa
Mi abbandono con piacere alle lunghe ombre che mi oscurano il volto, blu come il cobalto, fredde come il granito. Che cosa mi resta da scrivere ormai? La mia piccola dose d'inconsolata fantasia che freme per essere imprigionata su un foglio bianco. A volte, nel farlo, mi sento una ridicola fattucchiera, tutt
La bacheca della poesia
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Commenti (1)
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Francesco Rossi13 aprile 2018
Volutamente riflessiva questa composizione si legge bene e il ritorno all’essenziale non solo dimostra una tenuta di barra ferma che poi nella libertà del vagare esprime quel senso di libertà primordiale, questo sì lo percepisco.
