Ho di che scusarmi

Ho di che scusarmi
per le precedenze non date
e per il broncio al risveglio
per i fogli scialati
per il lavoro sprecato
per i ritardi
le indecisioni
le ipocondrie
le sbavature
le indiscrezioni
gli anglicismi
le distrazioni freudiane
le valigie pesanti
le camminate estenuanti
le carcasse mai abbandonate
le energie dissipate
le parole mancate
le mancanze affettive
gli insetti schiacciati
i fiori recisi
i libri sgualciti
il disordine atavico
il volume troppo alto
i rapporti non curati e appassiti
l’altruismo a salve
la stanchezza ostentata come un merito
le torte bruciate
i regali non impacchettati
i cibi surgelati.
Ho di che scusarmi
perché
abbraccio poco
ascolto meno
non prego più.
Ho di che scusarmi
per ciò che ho sprecato
per ciò che ho preso senza chiedere
per ciò che ho detto senza credere.
Ho di che scusarmi
perché disegno quadrati
per viverci dentro,
per le frenesie
antidoto alla morte,
per le malinconie malcelate,
l’apatia facile,
perché mi aggrappo
e non volo.
©
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L'autore
Monica Messa
Mi abbandono con piacere alle lunghe ombre che mi oscurano il volto, blu come il cobalto, fredde come il granito. Che cosa mi resta da scrivere ormai? La mia piccola dose d'inconsolata fantasia che freme per essere imprigionata su un foglio bianco. A volte, nel farlo, mi sento una ridicola fattucchiera, tutt
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
E chi non ha di che scusarsi? (Antonio Terracciano)
E invece potresti volare... è bellissima ... (santo aiello)
bella (Paola Riccio)
Ho letto con attenzione e rispetto. (Francesco Rossi)
Commenti (1)
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romeo cantoni27 aprile 2018
...Ho avuto un po’ di diffilcoltà a perdonarti per le torte bruciate... poi ti ho perdonata... ma attenta alle prossime... mi raccomando!