Io albero

All’esalar dell’ultimo respiro verrò a te.
Nuda di vita,
ti chiedo,
accoglimi.
Lì, tra le tue grandi nodose radici
che come artigli penetrano la terra,
voglio riposare.
Nutriti di me, lègami a te
Diventerò, così, foglia e godrò del pianto del cielo e mi scalderò al tepore del sole.
Ascolterò il sussurro della vita.
Canterò attraverso le tue fronde la musica del cuore
Lenirò le ferite di un cuore che duole.
Vibrerò con te sulle note della stessa melodia,
di un eterno spartito di un’opera infinita,
del tempo trascorso e del tempo che verrà,
in una canzone che sarà solo mia.
Balleranno insieme, la luce ed il vento,
scherzosi e complici giocheranno su noi
fino a che le stelle, ancelle della luna,
ne annunceranno l’avvento.
Godremo insieme dell’abbraccio degli amanti
ascolteremo i loro sussurri, i loro pianti.
Accoglieremo la vita e la mano di un bambino,
i timori di chi,
alla morte,
è sempre più vicino.
Nutriti di me, lègami a te
Su questo colle, innanzi a questa chiesa, io voglio stare.
Per l’eternità.
©
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